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Le idee più strane della moda viste di recente. Gaffe e provocazioni volute?

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L’ultima lite sui social riguarda Dolce & Gabbana per delle scarpe dal messaggio discutibile. Ma ci sono anche i jeans ricoperti di fango, la borsa stile Ikea di Balenciaga e molti altri esempi. La domanda è: ci sono o ci fanno?

Ancora una volta partiamo da Instagram. Accade che nel popolare social network Stefano Gabbana posti una foto delle ultime scarpe D&G con i disegni di Jumpei Kawamura. Belle, per carità, ma il problema è una scritta sulla tomaia: “I’m thin & gorgeuous”, ovvero sono magra e bellissima. Apriti cielo. Dal social arrivano molti commenti negativi: c’è chi parla di “messaggio irresponsabile” e chi ricorda che proprio nella moda si è discusso a lungo del modello di donna che si presenta, contro le modelle anoressiche o quasi. Stefano Gabbana però non ci sta e risponde aggressivo: “quando l’idiozia distorce la realtà… allora la prossima volta scriveremo che è bello essere grassi e pieni di colesterolo”, gettando benzina sul fuoco della polemica.

gabbana instagram

Ma è solo uno dei tanti casi recenti di prodotti della moda che sembrano volutamente discutibili. Facciamo un altro paio di esempi. Uno l’abbiamo visto tutti: la borsa di Balenciaga molto simile alla famosa borsa blu di Ikea, la Frakta. Il problema è che, mentre la seconda costa 60 centesimi, la prima costa 1700 euro. Sono diverse, ovvio, ma di fatto la somiglianza è talmente simile da risultare paradossale. Ancora una volta ci chiediamo: è stato fatto apposta?

balenciaga ikea

Un altro esempio davvero significativo sono questi recenti jeans Prps venduti a 425 dollari. Un prezzo alto, certo, ma normale per certi brand. Eppure anche questi hanno fatto discutere, soprattutto sui social network. Il motivo? Beh, forse perché non solo sono bucati, ma anche ricoperti di grosse macchie di fango. Vengono venduti così. Sembra una provocazione, ma sono davvero in vendita così. E’ il famoso “aspetto vissuto” portato al limite.

prps
Si potrebbe continuare con molti altri esempi, più o meno recenti, ma questi bastano per tentare di rispondere alla domanda: ma ci sono o ci fanno?

La moda è sempre stata anche provocazione, in quanto ambito creativo sperimentale e di avanguardia. Ma in questi esempi che avete appena letto c’è qualcosa di diverso. Non sono in pochi infatti ad aver pensato che dopo tanto politicamente corretto, dopo tanta attenzione a non offendere il pubblico e nessuna categoria o minoranza, la moda stia prendendo un’altra direzione. Sembra quasi “che i designer rilascino apposta prodotti controversi sperando in quel tipo di pubblicità senza limiti che i soldi non possono comprare” come ha scritto Forbes.

Ovvero: le polemiche dei social network. Cioè una versione più raffinata e contemporanea del vecchio adagio “bene o male, purché se ne parli”. Ma forse la realtà è ancora più complessa, forse gli stilisti provocano consapevolmente perché, come continua Forbes, “la moda ha passato molto tempo a scusarsi, e c’è una possibilità reale che stilisti come Gabbana siano stanchi di rispondere ai critici che li vogliono responsabili dei messaggi che trasmettono con la loro attività”.

Tradotto, quando uno stilista propone dei jeans ricoperti di fango, una borsa Ikea da 1700 euro, delle scarpe rotte oppure delle scarpe con un messaggio considerato politicamente scorretto nella moda fino a qualche mese fa, lo fa apposta.

Questo dimostrerebbe quello che scrivevano qualche mese fa quando parlavamo del distacco dalla realtà di un certo mondo della moda (vedi: Perché il mercato della moda sta sbagliando tutto). Ad esempio il caso delle modelle oversize, finite sulle copertine di tutti i giornali, ma di fatto assenti dalla maggior parte delle passerelle. Era solo un’operazione di facciata, è evidente: il mondo della moda pensa davvero che magro è bello e grasso è brutto, e non ha paura di dirlo.

Se dunque per un bel po’ di tempo la moda ha predicato bene e razzolato male, con operazioni di facciata in favore della diversità, dell’ambiente e di qualsiasi altra cosa fosse giusto dire in un certo momento, ora sembra che si stia passando a una nuova fase, in cui si razzola male e si predica peggio, senza tanti peli sulla lingua. Come dire: sì, stiamo dicendo che è meglio essere magri. E sì, ti stiamo vendendo dei jeans sporchi di fango a 400 dollari. E allora?

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