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Neonato e animali domestici, consigli per stare tranquilli

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Come comportarci con i nostri animali di compagnia, cane o  gatti  quando arriva un bebè? Ci sono rischi? Occorrono precauzioni? Le semplici regole da seguire per vivere tutti insieme senza far fuori il vostro amico più caro.

neonato cane

L’interazione con gli animali è un elemento sicuramente positivo nella vita di un bambino e non è il caso di mettersi in allarme per la compresenza di un “cucciolo” non umano. Soprattutto quando il piccolo fa il suo primo ingresso in famiglia, però, alcune precauzioni di buon senso in fatto di sicurezza e igiene sono certamente consigliabili.

La pulizia

Non è necessario né salutare far sì che il neonato viva in una casa sterilizzata come fosse una sala operatoria. Se abbiamo cani, gatti o altri animali che possono entrare in contatto diretto con il piccolo, però, è sensato curare le abitudini in fatto di igiene della casa e dell’animale:

– lavarsi le mani dopo aver maneggiato la cassetta o gli oggetti dell’animale;

– tenere per quanto possibile pulito l’animale, la sua cuccia o gabbietta, l’ambiente domestico;

– controllare regolarmente che non abbia parassiti (pulci, zecche, vermi): anche quando non sono parassiti dell’uomo potrebbero pungere il piccolo, con la possibilità (infrequente ma non impossibile) di trasmettere infezioni come la rickettsiosi e la toxocariasi.

Le malattie: cani, gatti, uccelli…

Prendere una malattia dal proprio animale non è cosa comune: il nostro sistema immunitario e l’igiene personale sono in genere sufficienti a evitare un contagio, ma lo stesso può accadere.

Le patologie che si possono davvero trasmettere da animale a uomo sono poche:

– alcune infezioni batteriche del cane e del gatto possono passare all’uomo (campylobacter, giardia, bartonellosi, toxoplasmosi);

– gli uccelli, anche tenuti in gabbia, potrebbero potenzialmente essere portatori di criptococcosi e psittacosi, che si trasmettono attraverso le feci e la sporcizia che si accumula nella gabbia, ragione in più per tenerla ben pulita;

– rettili e anfibi potrebbero trasmettere una forma di salmonellosi attraverso il contatto diretto;

– un po’ di attenzione con i roditori, come topolini e criceti (possibili portatori di un’infezione chiamata coriomeningite), e con l’acqua degli acquari con pesci tropicali.

La forma di trasmissione più frequente si ha in realtà non con i batteri ma con eventuali funghi: la tigna e altri funghi della pelle si possono trasmettere per contatto diretto.

In tutti questi casi l’animale può essere contagioso solo se è malato: non occorre certamente allontanare i nostri cuccioli da casa, bisogna solo curare regolarmente la loro salute e limitare secondo il buon senso i contatti diretti con il bambino.

E se il bimbo è allergico?

In genere eventuali allergie si manifestano durante la crescita, comunque dopo il periodo dell’allattamento. Pare, comunque, che il contatto precoce con gli animali riduca, anziché aumentare, il rischio che un’allergia si sviluppi.

Il comportamento e la reazione degli animali

Il legame che può crearsi con il bambino sarà importante e generalmente è positivo. Bisogna considerare però che abbiamo a che fare pur sempre con un animale (magari di grossa taglia), che ha dinamiche di comportamento e reazione proprie della sua specie e del suo temperamento. Se gestita male dai padroni, la risposta alla nascita del cucciolo umano potrebbe creare nel nostro amico una vera e propria ansia e talvolta forme di aggressività. Quindi è importante “preparare” l’animale alla novità ed educarlo al comportamento corretto:

– dargli il tempo di annusare il nuovo arrivato, se è interessato a farlo (anche prima ancora che torni a casa dall’ospedale, in una situazione rilassata);

– non trascurarlo, cercare di occuparsi di lui anche quando il piccolo è sveglio o in braccio;

– non allontanarlo dalla stanza quando il bambino è lì;

– lasciargli frequentare gli spazi che accoglieranno il neonato, ma vietargli di dormire nella culla o giocare con abiti e oggetti del bambino;

– appena possibile, insegnare al piccolo a non disturbare l’animale (specie se dorme o mangia) e a rispettarlo.

Ovviamente, tenete accuratamente alla larga animali che non creano relazione ma sono potenzialmente pericolosi come grossi rettili o insetti tropicali!

Vedi anche: I pericoli in casa per tuo figlio nei primi 3 anni

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