Non siamo in Islanda, il Paese più "femminista" d'Europa, che si è affidato alle donne per uscire dalla crisi economica. Siamo, invece, nella verde Umbria, poco più di 900mila abitanti nel cuore dell'Italia: una regione che ha consegnato il potere nelle mani dell'altra metà del cielo. Un caso unico in Italia. E non solo perchè qui i cittadini hanno voluto alla presidenza della Regione Catiuscia Marini, confermando la volontà di mettere una donna al posto di comando, dopo le due legislature rette da Maria Rita Lorenzetti. Ma anche perchè Marini, a sua volta, ha scelto un'altra donna per la carica di vice presidente. Classe 1967, una laurea in Scienze politiche in tasca, Marini (Pd) dice che nulla è dovuto al caso. Semmai è l'esito di una storia - tutta regionale - che ha in qualche modo favorito la parità tra i generi, in un Paese che sconta ancora il prezzo di una scarsa presenza femminile nelle stanze dei bottoniContinua a leggere... Aggiungi commento
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Cinque proposte di legge per sostenere l'occupazione femminile.
Se c'è una persona lontana dai più comuni stereotipi sulle donne di successo questa è Maria Lucia Candida. "Sono anomala", dice subito. E non si può fare altro che prenderla in parola. Basta osservare il suo look per capire che si fa beffa quotidianamente di molti luoghi comuni. Ti aspetti una manager stretta in un severo tailleur e ti ritrovi davanti una donna semplice e gioviale che indossa pantaloni blu e maglione in tinta, ai piedi un paio di comode scarpe da ginnastica. "Tutti pensano che bisogna imitare gli uomini sia nel look sia nello stile di gestione. Io invece dico che ognuno ha il proprio stile: i tailleur li indossavo quando ero più giovane per invecchiarmi, oggi dico che c'è un vestito per ogni occasione". Maria Lucia Candida ha scalato i vertici in un mondo maschile come quello bancario. 51 anni, romana, è la direttrice generale dell'Istituto per il Credito sportivo. Un incarico assunto dopo aver diretto dal 2004 a tutto il 2006 la Cassa di Risparmio di Bologna, poi Neos Banca, polo di credito al consumo del gruppo Intesa-San Paolo. L'apice di una carriera iniziata nel 1983, con l'assunzione all'Imi, che poi si fuse con il San Paolo. "Ricordo che allora al mio capo dicevo scherzando: voglio diventare dirigente. E una volta raggiunto l'obiettivo, ancora scherzando gli dicevo: adesso voglio diventare direttore generale...".
Bastano i numeri a smentire il luogo comune che la tecnologia non sia pane per i denti delle donne. In Italia sono oltre 31 mila le imprese in rosa attive nei settori dell'high-tech. Tre su cinque, vale a dire il 59,8%, sono impegnate nel settore informatico; una su cinque, cioè il 19,1%, si dedica alla riparazione di macchinari ed apparecchiature. E se la Lombardia è in pole position nel Paese, con oltre 7.400 aziende, il pianeta dell'high-tech in rosa è ancora largamente inesplorato e scarsamente valorizzato. Ne è convinto Gianfranco Caprioli, consigliere del ministro Claudio Scajola per l'internazionalizzazione delle imprese. Per il quale le donne, sul tavolo dell'innovazione, hanno molte carte vincenti da giocare. Tra creatività e intelligenza.
Bologna 16 marzo 2010 – Chi lavora con lei dice che è una che non molla mai. Che è scrupolosa, precisa. Una con la scorza dura, che non perde mai la calma nemmeno nelle situazioni più difficili ma che dietro una facciata di severità nasconde una buona dose di ironia. Doti che l'hanno aiutata a scalare i vertici. Giuseppina Gualtieri, 52 anni, economista industriale, è infatti l'unica donna in Europa presidente di uno scalo aeroportuale, quello di Bologna. E' stata chiamata a presiedere il Consiglio di amministrazione della Sab, la società che lo gestisce, nel 2007. E in poco più di due anni non ha fatto altro che mietere record. Basti dire che sotto la sua guida, nel 2009, lo scalo ha visto crescere i passeggeri del 13,3%, mentre tutti gli altri aeroporti italiani registravano un calo medio del 2,3%. Una carriera in crescendo la sua (già direttore generale del centro di studi economici Nomisma, è stata anche presidente e direttore di Ervet, l'agenzia di marketing territoriale dell'Emilia Romagna), non priva anche di amarezze. “A una donna - dice – viene sempre chiesto, molto più di quanto non si fa con un uomo, di essere all'altezza del compito che le è stato affidato”.


