Imprese in crescita nel 2009

Ma la crisi ha penalizzato le piccole aziende


09/02/10- Il saldo è positivo: la crisi economica non ha raffreddato la voglia di impresa. Ma ad essere in sofferenza sono le piccole aziende: in un anno si sono ridotte di 30 mila unità. A fotografare la situazione dell'imprenditoria italiana è Movimprese. Nonostante la difficilissima  congiuntura economica, il 2009 si è chiuso con il segno più davanti al dato dello stock totale delle aziende italiane, cresciute dello 0,28%. Le imprese nate nello scorso anno sono state infatti 385.512, contro 368.127 cessazioni. Un segnale di tenuta complessiva in uno scenario caratterizzato però dalle difficoltà delle aziende più piccole, soprattutto quelle individuali, investite in pieno da una crisi che ha provocato anche forti perdite di liquidità. Il Paese ha retto, assistendo anche all'aumento delle società di capitali, cresciute di 45 mila unità. Ma  nel 2010 non è sventato il pericolo di una ulteriore emorragia di microimprese, strette nella tenaglia dei cali di fatturati e della difficoltà nell'accesso al credito bancario, boccata d'ossigeno in attesa della ripresa. La performance migliore l'ha messa a segno il Centro Italia, con oltre 9mila imprese in più, seguito dall'area del Nord Ovest (+ 8mila unità)  e dal Sud e Isole (quasi 5mila imprese in più). In arretramento, invece, l'area del Nord Est, dove mancano all'appello 4.869 aziende. A uscire dal 2009 con il segno meno sono stati, in particolare, il Trentino (-0,21%), il Veneto (-0,20%), il Friuli Venezia Giulia (-0,77%). Male anche l'Emilia Romagna, che ha perso lo 0,58% delle imprese. A soffrire di più è stato il settore manifatturiero: la crisi economica ha acuito un processo di selezione in atto da anni, con una ulteriore riduzione dello stock complessivo di 5 mila unità. In difficoltà anche il settore dei trasporti (poco più di mille imprese in meno), e quello dell'agricoltura, dove prosegue un processo di razionalizzazione (soprattutto attraverso accorpamenti e aggregazioni) che ha fatto sparire dal mercato 19 mila aziende. Al contrario, il settore che meglio ha saputo fronteggiare la crisi si è confermato quello dei servizi alle imprese, che ha guadagnato 15 mila aziende. Positivo il bilancio anche per alberghi e ristoranti, che contano 8500 imprese in più, e per il commercio, che ha chiuso l'anno con un aumento di 6500 aziende. In generale è la galassia delle imprese artigiane ad accusare i maggiori contraccolpi, con una riduzione dello stock totale dell'1,06%. Nessuna regione è riuscita a contenere le perdite, particolarmente accentuate ancora una volta nell'area del Nord Est, dove sono diminuite dell'1,84%. Un dato allarmante: per l'artigianato si tratta infatti della prima inversione di rotta dopo nove anni consecutivi di crescita ininterrotta. In volata infine le società di capitali, che acquistano sempre più spazio rosicchiando quote di mercato alle società di persone, per le quali continua il graduale ridimensionamento del peso sul totale delle aziende italiane. Una dinamica che  negli ultimi sette anni ha portato le prime a  fare un forte balzo in avanti, con una crescita del 29,92%, le seconde a diminuire del 3,28%. Nello stesso periodo sono aumentate (+7,71%) anche altre forme giuridiche di impresa. In calo invece le ditte individuali: - 2,31%.

Redazione Donne Sul Web
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