Nei rapporti tra Fini e Berlusconi le aule di Camera e Senato saranno decisive. La linea del premier è chiara: si va avanti. Nessuna trattativa con il presidente della Camera, nessuno slittamento del «processo» ai finiani ormai di esclusiva competenza dei probiviri. Una posizione intransigenteBerlusconi infatti, è convinto che il governo ce la farà pure senza Fini. Sembra ci sia la possibilità, infatti, di pescare voti dall'opposizione: sia nell'Udc, nell'Api e, addirittura tra i dipietristi. Per ora si attende il discorso che Fini farà domenica a Mirabello. Dopo si vedrà. Toccherà al capo del governo, tre giorni più tardi, dal palco della festa della Giovane Italia, replicare al cofondatore del Pdl. In ogni caso Berlusconi è sicuro del fatto suo. «Non ho cacciato Fini» ha ripetuto ai suoi fedelissimi anche ieri. Certo il presidente di Montecitorio dirà il contrario e tenterà di lasciare il cerino in mano al premier. Ma, ragiona Berlusconi, nero su bianco c'è il documento della direzione di aprile che fa capire come sono andate le cose: noi lo abbiamo votato tutti, loro hanno votato contro e così facendo si sono messi fuori dal Pdl.
3 settembre 2010
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